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Caffè versato da una caffettiera di rame in una piccola tazzina bianca

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Cultura

Caffè arabo e datteri

Il caffè arabo, servito con i datteri, è il primo sapore dell’accoglienza in tutto il Golfo: dorato, profumato al cardamomo e versato in pochi, aggraziati sorsi. Questa guida illustra la tradizione del caffè arabo e i pregiati datteri della regione, e dove il viaggiatore può gustarli entrambi al meglio.

In sintesi

Caffè e datteri in sintesi

Nomi locali
Gahwa (nel Golfo), qahwa (in arabo standard)
Sapore
Leggermente tostato, con cardamomo e spesso zafferano
UNESCO
Il caffè arabo, iscritto nel 2015; il patrimonio della palma da dattero, nel 2019
Date celebri
Ajwa, Sukkari, Medjool, Khalas, Barhi

Una tazza di benvenuto

L’usanza di bere caffè nacque nello Yemen nel XV secolo e si diffuse attraverso la Mecca, il Cairo e Istanbul nel resto del mondo. In Arabia divenne il rito dell’ospitalità. Il caffè del Golfo è molto diverso dall’espresso o dal caffè turco: i chicchi sono tostati leggermente fino a un oro pallido, macinati con il cardamomo e talvolta con zafferano, chiodi di garofano o acqua di rose, e preparati in una dallah di ottone. Si serve in minuscole tazzine senza manico, i finjan, riempite solo per un terzo perché non si raffreddi mai. Nel 2015 l’UNESCO ha riconosciuto il caffè arabo come simbolo di generosità.

Chi versa tiene la dallah nella mano sinistra e serve con la destra, iniziando dall’ospite più illustre. Prenda la tazzina con la mano destra. Il galateo suggerisce almeno una tazzina e di solito non più di tre; per declinare un’ulteriore offerta, scuota delicatamente la tazzina. L’Arabia Saudita, che ha proclamato il caffè pilastro della propria cultura, sta rilanciando i suoi chicchi Khawlani dalle montagne di Jazan.

Lucidi datteri Mazafati, uno intero e uno tagliato a metà accanto al nocciolo, su uno sfondo chiaro.
Foto: Ivar Leidus · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Datteri da non perdere

Ajwa

Medina, Arabia Saudita

Piccoli, scuri e morbidi, dal profondo significato spirituale; un dono splendido. Si veda Medina.

Sukkari

Al-Qassim, Arabia Saudita

Dorati e dolci come il caramello, tra i datteri più amati del Regno.

Medjool

Il Marocco e il Levante

Grandi e succosi, originari dell’oasi marocchina del Tafilalet.

Khalas

Al-Ahsa e gli Emirati Arabi Uniti

Mielati e apprezzati in tutto il Golfo; l’oasi di Al-Ahsa, sito UNESCO, è uno dei palmeti più estesi del mondo.

Barhi

L’Iraq e il Golfo

Si gusta fresco e croccante a fine estate, quando sa di caramello al burro.

Deglet Nour

Tunisia e Algeria

Il «dattero di luce» traslucido delle oasi nordafricane.

Dove assaggiarli

Ogni hotel di lusso del Golfo accoglie gli ospiti con caffè e datteri, ma per il meglio si visiti un cioccolatiere specializzato o una boutique di datteri a Riad, Dubai o Doha, dove i datteri vengono farciti con frutta secca, scorza d’arancia o foglia d’oro e confezionati con eleganza. I festival dei datteri che si tengono ogni estate a Liwa, Buraydah e Unaizah sono una festa. Nei quartieri di Al Seef e Al Fahidi, a Dubai, i caffè tradizionali servono la gahwa con i luqaimat, piccole frittelle dolci. Scopra i nostri ristoranti più raffinati e la tradizione del majlis per saperne di più, e consulti usi ed etichetta prima della Sua prima visita in un majlis.

Le domande dei viaggiatori

Il caffè arabo è forte?

È chiaro nel colore e delicato nel gusto, pur contenendo caffeina. Il cardamomo lo rende fragrante anziché amaro.

Il caffè turco è la stessa cosa?

No. Il caffè turco è a tostatura scura, macinato finissimo e bollito con la polvere che resta nella tazza: una tradizione distinta, anch’essa iscritta dall’UNESCO.

Posso portare datteri negli Stati Uniti?

I datteri confezionati industrialmente sono in genere ammessi; all’arrivo dichiari i prodotti alimentari, come richiesto dalla dogana statunitense.

La palma da dattero, albero della vita

La palma da dattero, albero della vita

Poche piante contano nella cultura araba quanto la palma da dattero. I suoi frutti nutrivano i viaggiatori, le sue fronde coprivano le case e diventavano cesti, il suo tronco serviva a costruire imbarcazioni e la sua ombra proteggeva i giardini delle oasi, ricchi di agrumi e melograni. Nel 2019 l’UNESCO ha riconosciuto le tradizioni legate alla palma da dattero come patrimonio condiviso da 14 Paesi arabi. Passeggiare tra i palmeti di Al Ain o di Al-Ahsa, con i loro antichi canali d’irrigazione falaj, è una delle esperienze più serene della regione, e ogni sera di Ramadan i datteri rompono il digiuno al tramonto.

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