Persepoli
La capitale cerimoniale achemenide, con scalinate scolpite, porte monumentali e tombe reali nei dintorni.
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Iran
Persepoli, capitale cerimoniale dei re achemenidi, è la porta d’accesso a una delle culture più ricche del mondo. Dalle piazze di Isfahan rivestite di maioliche azzurre ai giardini persiani, alla poesia, ai tappeti e alla cucina, il patrimonio dell’Iran ha plasmato l’arte e l’architettura dall’India al Mediterraneo.
In sintesi
Città dei re
Iniziata da Dario il Grande intorno al 518 a.C. su una vasta terrazza di pietra nei pressi dell’odierna Shiraz, Persepoli fu il palcoscenico delle cerimonie più solenni dell’Impero achemenide. Le sue scalinate sono scolpite con processioni di delegazioni provenienti da tutto il mondo allora conosciuto, recanti doni d’oro, tessuti e animali: un ritratto in pietra di un impero che si estendeva dall’Egitto all’Indo.
La Porta di tutte le Nazioni, le colonne della sala delle udienze dell’Apadana e le tombe reali scavate nella roccia della vicina Naqsh-e Rostam restano tra i monumenti più imponenti del mondo antico. Nella vicina Pasargade si trova la sobria e commovente tomba di Ciro il Grande. Per una storia più ampia, consulti storia e cultura dell’Iran.

Un detto persiano definisce Isfahan «la metà del mondo», e la sua grande piazza, Naqsh-e Jahan, ne spiega il perché. Tracciata sotto Shah Abbas I intorno al 1600, è incorniciata dalla Moschea dello Scià con la sua cupola turchese, dalla squisita Moschea dello Sceicco Lotfollah, dal palazzo di Ali Qapu e dall’ingresso al Gran Bazar.
Altrove in città, la Moschea del Venerdì ripercorre nove secoli di architettura islamica, e gli storici ponti sul fiume Zayandeh, il Si-o-se-pol e il Khaju, sono eleganti opere d’ingegneria e luoghi d’incontro al crepuscolo.

Piazza Naqsh-e Jahan e la Moschea dello Scià, Isfahan
Il grande patrimonio UNESCO dell’Iran
Una selezione dei tesori del Patrimonio Mondiale che fanno dell’Iran uno dei Paesi culturalmente più ricchi della Terra.
La capitale cerimoniale achemenide, con scalinate scolpite, porte monumentali e tombe reali nei dintorni.
Una delle più grandi piazze urbane del mondo, circondata da capolavori safavidi.
La prima capitale achemenide e la tomba di Ciro il Grande.
Una città del deserto di vicoli in mattoni crudi, torri del vento e antichi canali d’acqua sotterranei.
Giardini come Eram a Shiraz e Fin a Kashan, concepiti come immagini terrene del paradiso.
Un complesso palaziale di epoca qajar, con sale degli specchi e cortili maiolicati, nel cuore della capitale.
Uno ziggurat elamita di oltre 3.000 anni, tra i meglio conservati al mondo.
Un’antica cittadella in mattoni crudi sulla Via della Seta, circondata da palmeti da dattero e qanat.
Uno dei bazar coperti più antichi e più grandi del mondo, snodo commerciale della Via della Seta.
Antiche opere idrauliche di canali, mulini e cascate, un prodigio di ingegneria.
I giardini persiani
Il giardino persiano, diviso in quattro dall’acqua che scorre, è uno dei doni dell’Iran al mondo, ripreso più tardi nell’Alhambra e nel Taj Mahal. La stessa parola paradiso deriva da un termine dell’antico persiano che indica un giardino recintato.
La poesia è intessuta nella vita quotidiana. Lo Shahnameh di Ferdowsi, il Libro dei Re, ha preservato la lingua persiana e le sue leggende; i versi di Hafez e Saadi si recitano a memoria e le tombe dei due poeti a Shiraz sono giardini quieti, visitati dagli ammiratori a ogni ora. Rumi e Omar Khayyam sono letti in tutto il mondo.
I tappeti persiani, tessuti a Tabriz, Kashan, Isfahan, Qom e Kerman, sono apprezzati per la fittezza dei nodi e il disegno, e l’arte della tessitura dei tappeti del Fars e di Kashan è riconosciuta dall’UNESCO. La miniatura, la calligrafia, lo smalto e il mosaico di specchi detto ayeneh-kari proseguono ancora oggi nelle botteghe. Per le collezioni della capitale odierna, si veda musei e palazzi di Teheran.
Città della cultura
Shiraz, città dei poeti e delle rose, custodisce le tombe di Hafez e di Saadi, il Giardino di Eram e la Moschea di Nasir al-Mulk, le cui vetrate colorate inondano ogni mattina di luce policroma la sala di preghiera. È inoltre la porta d’accesso a Persepoli e a Pasargade.
Yazd, una delle città abitate ininterrottamente più antiche della Terra, è un labirinto di vicoli in mattoni crudi sormontati da torri del vento, gli ingegnosi camini che convogliano l’aria fresca nelle abitazioni. È un centro dell’eredità zoroastriana, con templi del fuoco le cui fiamme ardono da secoli. Kashan, ai margini del deserto, è nota per le eleganti case mercantili dell’Ottocento, il Giardino di Fin e la festa dell’acqua di rose che si tiene ogni primavera.
Cupole, maioliche e luce
Gli architetti persiani perfezionarono la cupola a doppio guscio, l’iwan, una sala voltata aperta su un lato, e i muqarnas, le volte a nido d’ape che sembrano dissolvere la pietra nella luce. Le maioliche smaltate, dal cobalto profondo dell’epoca safavide al rosa delle piastrelle del periodo qajar, trasformarono moschee e palazzi in opere d’arte viventi.
Altrettanto notevole è l’ingegneria al servizio della vita quotidiana: i qanat, canali sotterranei che trasportavano l’acqua attraverso il deserto per chilometri; gli yakhchal, che conservavano il ghiaccio per tutta l’estate; e le torri del vento, che rinfrescavano le case molto prima dell’aria condizionata. Il qanat persiano è esso stesso iscritto nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
La cucina persiana bilancia il dolce e l’agro con erbe aromatiche, zafferano, lime essiccati, melograno e acqua di rose. Il riso coronato di zafferano con la sua pregiata crosta dorata, il tahdig, è il fulcro della tavola, servito con stufati a cottura lenta come il ghormeh sabzi e il fesenjan con noci e melograno.
Kebab, pani piatti appena sfornati, erbe aromatiche fresche e formaggi, pistacchi e dolci come il gelato allo zafferano e il faloodeh completano una cucina ammirata ben oltre i confini del Paese.
Lungo il Golfo, le comunità insulari hanno conservato le proprie tradizioni marinare, commerciali e architettoniche. L’isola di Kish è nota per gli antichi canali d’acqua sotterranei e per la città vecchia di Harireh. Per il patrimonio dei Paesi vicini al di là del mare, si vedano i viaggi nel patrimonio dell’Iraq e le storie condivise della regione nelle nostre pagine dedicate alla Cultura.
Il Nowruz, il Capodanno persiano che cade all’equinozio di primavera, è celebrato in un’ampia regione, dal Caucaso all’Asia centrale, ed è iscritto dall’UNESCO. Le famiglie allestiscono la tavola dell’haft-sin con sette oggetti simbolici, fanno visita ai parenti e trascorrono il tredicesimo giorno all’aperto, nella natura. Lo Yalda, la notte più lunga dell’anno, si celebra con melagrane, anguria e letture di Hafez.
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